L’Associazione Frantz Fanon ha sempre
dedicato molte delle sue energie alla ricerca sui temi della migrazione e
della salute, sulle conseguenze psicologiche della violenza e della tortura,
sui sistemi di cura in altri contesti socio-culturali, sull’epistemologia
della clinica e sulle pratiche della salute nei paesi occidentali.
Nel 1998 è stata condotta una prima ricerca sull’accesso di cittadini
stranieri nei servizi di salute mentale della città di Torino (la ricerca
è stata pubblicata nel Bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità,
ISTISAN, Roma, 1999). Da tale ricerca emergeva il basso numero di utenti stranieri
seguiti, l’alto tasso di abbandono e le difficoltà diagnostiche
derivanti anche dall’inadeguatezza degli strumenti utilizzati. I risultati
erano coerenti con precedenti ricerche svolte nella città di Torino nel
1993 e relativi all’accesso al servizio socio-sanitario (AA.VV., La salute
straniera, Napoli, Edizioni Scientifiche) e sono stati ulteriormente confermati
da una successiva indagine condotta nel 2000 e 2001 da parte di altri membri
dell’Associazione, sempre relativamente all’accesso di
utenti stranieri ai servizi di salute mentale. Emergeva dunque, già dalle prime ricerche, la necessità di attivare un progetto di intervento "etnoclinico" in grado di sperimentare direttamente altre strategie di cura e di favorire altre modalità di accesso. Nel 1996 veniva creato a Torino il Centro Frantz Fanon, un servizio di psicoterapia e consulenza per gli immigrati, i rifugiati e le loro famiglie, che costituiva il luogo di elaborazione di riflessioni e di ricerche dirette nel campo della clinica in salute mentale dei migranti. Analogamente prendeva corpo l’impegno
dell’Associazione nelle attività di formazione degli operatori
socio-sanitari (vedi Formazione
e Seminari).
Nel 2001-2003 l’Associazione Frantz Fanon ha condotto inoltre, all’interno
di un progetto dell’Unione Europea, una ricerca sulle vittime della tortura
in Italia, in collaborazione con la Fondazione Cecchini Pace di Milano e il
Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS, Roma). La ricerca intendeva valutare
la condizione dei rifugiati e le risposte istituzionali ai bisogni socio-sanitari
delle vittime di tortura (Percorsi delle vittime di tortura in Italia, Roma,
2003; Pensare la violenza. Atrocità di massa, tortura e riabilitazione,
Roma, 2003).
Dal 2004, all’interno di una collaborazione con il Centre d’Etudes
et de Recherches Interdisciplinaires di Parigi, ha preso avvio una
ricerca sulle conseguenze delle atrocità di massa e della violenza nella
Repubblica Democratica del Congo (si veda Attività
Internazionali).
Nello stesso anno ha preso avvio, in collaborazione con il comitato UNICUBA
(Torino) una ricerca dal titolo “Corpi, culture, storia”, condotta
parallelamente in paesi dell’Africa occidentale (Mali, Camerun, Senegal)
e della regione centro e sud-americana (si veda Attività
Internazionali).
Dal 2001 al 2006 membri dell'Associazione hanno curato lavori di ricerca etnografica sul terreno in Camerun e in Marocco nell'ambito di progetti di dottorato in antropologia culturale, sulle tematiche della costruzione culturale dell'infanzia, delle strategie terapeutiche dei guaritori tradizionali, della stregoneria, dei giovani e dell'immaginario della migrazione.