L’Associazione in questi primi anni di attività ha promosso iniziative e progetti volti a sviluppare sul territorio esperienze di counselling e di supporto psico-sociale. Gli interventi promossi sono condotti generalmente da parte di un gruppo terapeutico al quale partecipano, accanto ai mediatori, specialisti diversi (psicologi, psichiatri, antropologi).


Progetto Welcome to School, rivolto a minori rifugiati (Unione Europea)
(2005-2006)
Il progetto, sostenuto dalla Pharos Foundation e realizzato in diversi paesi europei (Olanda, Germania, Gran Bretagna, Austria, Svezia), è rivolto a promuovere un’efficace integrazione dei minori rifugiati nelle scuole e, in senso lato, nel paese ospite, avendo particolare attenzione alle difficoltà che solitamente caratterizzano i percorsi migratori tanto dei minori quanto delle loro famiglie in tali circostanze (esperienze traumatiche, ecc.).

Progetto “Una finestra sulla piazza”
(Regione Piemonte – Ufficio Minori Stranieri del Comune di Torino)
(2003-2005)
Il Progetto è rivolto ai minori stranieri non accompagnati che gravitano nella zona di Porta Palazzo. L’intervento di un’équipe di operatori sociali e sanitari, nonché la presenza di mediatori culturali con esperienza di educativa territoriale, prevede di sviluppare una azione preventiva nei confronti del disagio, del rischio di devianza sociale e di adesione dei ragazzi a circuiti di micro-criminalità (assunzione di sostanze stupefacenti e vendita delle stesse). L’Associazione è incaricata della supervisione dell’équipe.


Progetto “La cultura come risorsa” (Provincia di Torino)
(2003-2004)
Il Progetto prevede di supportare l’attività del “Centro Frantz Fanon” attraverso il coinvolgimento di uno psicologo e di due mediatori culturali che possano svolgere attività cliniche rivolte all’utenza straniera immigrata e di consulenza agli operatori socio-sanitari (comunità di accoglienza, Comune di Torino, scuole, servizi di neuropsichiatria infantile, ecc.)


Progetto di supporto all’accoglienza delle famiglie di minori stranieri immigrati dai 0 ai 6 anni (Provincia di Torino)
(2002-2003)
Il Progetto si è svolto nel corso dell’anno scolastico 2002-2003 in cinque scuole materne/asili nidi per l’infanzia della città di Torino. L’Associazione ha svolto attività di formazione rivolta al corpo docente sulle tematiche dell’integrazione e dell’intercultura e, parallelamente, un interventi di mediazione culturale rivolto alle famiglie e agli insegnanti per promuovere dei processi di interazione e comunicazione maggiormente fluidi, nel tentativo di stemperare malintesi, incomprensioni o conflittualità.


Progetto ‘Italian Network for victims of torture’, in collaborazione con l’ICS (e altri gruppi di lavoro che operano su territorio nazionale). (Unione Europea)
(2001-2003)
Il progetto ha avuto tra i suoi obiettivi principali quello di costituire una rete di associazioni e gruppi di lavoro che operano su territorio nazionale per fornire supporto psico-sociale alle persone vittime della tortura. Per ciò che concerne l’attività specifica dell’Associazione, il progetto è così strutturato: a) intervento clinico; b) intervento di formazione per operatori sociali e sanitari; c) lavoro di ricerca.


Progetto ‘Naufragus-Hopeland’ (Città di Torino)
(2001-2006)
Progetto di supporto psico-sociale per cittadini stranieri richiedenti asilo politico e di formazione per gli operatori sociali coinvolti nel Progetto.
Il progetto ha nei suoi obiettivi quello di fornire spazi di ascolto a persone richiedenti l’asilo politico in Italia, che si trovino in situazioni di disagio psicologico. Inoltre, ci si prefigge di fornire agli operatori sociali coinvolti nel progetto (operatori del Comune di Torino, operatori della Prefettura di Torino, operatori delle comunità di accoglienza, ecc.) momenti di formazione e di supervisione per poter gestire, attraverso modalità di intervento condivise, le situazioni complesse che si possono presentare.


Progetto ‘Freedom’ (Città di Torino)
(1999-2005).
Progetto per la costituzione di un gruppo interdisciplinare di supporto psicologico per donne immigrate in grave stato di disagio sociale e psicologico.
A partire dall’esperienza clinica con donne immigrate nelle quali forte è il disagio e la sofferenza psicologica (fattori questi ultimi in stretta continuità con le condizioni di sfruttamento e di violenza alle quali sono state sottoposte), il progetto è finalizzato a fornire un supporto riabilitativo e socializzante per favorire la reintegrazione della donna, in modo da sottrarla al circolo vizioso della fragilità, della marginalità sociale, dello sfruttamento (prostituzione) e della possibile psichiatrizzazione dei suoi problemi.


Progetto Casa Circondariale Aosta
(1998 e 1999)
Progetto rivolto a persone provenienti da paesi stranieri e detenute presso la casa circondariale di Aosta (Brissogne), per reati connessi allo stato di tossicodipendenza.
Il Progetto ha avuto nei suoi obiettivi quello di offrire un sostegno psicologico a giovani adulti detenuti, cercando di recuperare i valori sociali della cultura di appartenenza attraverso il ricorso alla memoria e la ricostruzione dei ricordi e dei giudizi morali, al fine di ricostruire la loro integrità personale.
È stato altresì importante lavorare al fine di attenuare le tensioni che all’interno della stessa isti¬tuzione si andavano alimentando tra i giovani detenuti stranieri e il personale carcerario presente. Ciò è stato possibile anche attraverso l’espressione dei problemi e degli aspetti di vita che la condizione di reclusi in modo inevitabile comporta, aiutando le persone a comunicare fatti ed emozioni in forme non distruttive.